ERAGOFFI interpreta le eccellenze enogastronomiche piemontesi: Il tartufo bianco di Alba.

Se siete amanti del tartufo, segnatevi in rosso sul calendario questa data: giovedì 6 dicembre. Perché il ristorante ERAGOFFI e lo chef Lorenzo Careggio propongono un appuntamento particolare dedicato a una delle eccellenze del territorio piemontese: la cena a base di tartufo Bianco di Alba.  Sicuramente molti di voi ne conoscono  l’intensissimo profumo e sapore,  forse un po’ meno la storia e il motivo per cui  è così prezioso e ricercato. Ecco allora alcune curiosità dalla sua carta d’identità.

LA STORIA

Il Tartufo Bianco Pregiato, conosciuto anche come Tartufo bianco d’Alba, vive in simbiosi con le radici di alcune piante, quali ad esempio la quercia, il tiglio, il nocciolo, il carpino e il pioppo. Cresce in autunno e raggiunge la massima maturazione a cominciare da ottobre: il periodo di raccolta va da settembre a fine dicembre. È un frutto della terra conosciuto sin dai tempi più antichi: le prime testimonianze scritte risalgono al 1600-1700 a.C, ai tempi dei Sumeri, che utilizzavano il tartufo mischiandolo ad altri vegetali.
Ma l’irresistibile ascesa del tartufo per conquistare il primo posto tra le pietanze più raffinate cominciò nel Rinascimento , che rilanciò il gusto della buona tavola. Nel ‘700, il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le Corti europee una prelibatezza. La sua ricerca costituiva un divertimento di palazzo, per cui gli ospiti e gli ambasciatori stranieri in visita a Torino erano invitati ad assistervi. Da qui nasce probabilmente l’usanza di utilizzare per la cerca un animale elegante come il cane, al posto del maiale, utilizzato soprattutto in Francia.

Il Conte Camillo Benso di Cavour, durante la sua attività politica, utilizzò il tartufo quale mezzo diplomatico. Tra i suoi estimatori si annoverano Gioacchino Rossini, Lord Byron, Alexandre Dumas. Nel 1780 venne pubblicato a Milano il primo libro riguardante il Tartufo Bianco d’Alba, battezzato col nome di Tuber magnatum Pico (magnatum – ossia dei “magnati”, per persone abbienti, mentre Pico si riferisce al piemontese Vittorio Pico, il primo studioso che si occupò della sua classificazione). Per terminare questo veloce excursus nei secoli, basti aggiungere che si è da poco tenuta la XIX Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, uno degli appuntamenti più attesi della 88° Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba. Il ricavato complessivo delle vendite è stato di 393.900 euro. Il lotto finale, splendido esemplare del peso complessivo di 880 grammi, è stato conquistato dopo un’agguerrita contesa da un giovane imprenditore di Hong Kong per la ragguardevole cifra di 85.000 euro!

LA CENA

Ma torniamo alla nostra cena a base di tartufo bianco, per dirvi che l’ingrediente principe della serata è stato fornito dal “trifolau” albese di fiducia Paolo. La scelta accurata dei fornitori, la qualità e valorizzazione delle materie prime del territorio è uno dei pilastri su cui lo staff di ERAGOFFI punta per riportare lo storico locale di Corso Casale ai fasti di un tempo. Insieme, naturalmente, alla qualità della cucina e dei vini. Una cucina semplice, basata sulla tradizione, ma condita con una originale e raffinata fantasia creativa.
Prendiamo ad esempio il tartufo. Chi di noi non saprebbe grattugiarne a crudo una generosa porzione sui piatti a cui tradizionalmente si sposa, come la fonduta, i tajarin, il risotto, la carne cruda all’albese, l’insalata di funghi porcini e ovuli reali? Diverso è dosare e fondere sapientemente l’esuberanza del tartufo in preparazioni più delicate con altri ingredienti, in modo da ottenere una perfetta armonia di sapori.
Questa è per l’appunto la sfida che lo chef Lorenzo Careggio affronta nel percorso della cena a base di tartufo, che si articolerà in quattro atti: uova, tagliolini, filetto, panna.
Semplice, no? Ma la difficoltà (e l’abilità) sta appunto in questo: sorprendere con la semplicità.

Sarete curiosi di saperne di più, ma non è affatto semplice rubare a uno chef i segreti dei suoi fornelli. Siamo però riusciti a strappargli alcune altre “semplici” informazioni sui piatti che preparerà.

Le uova vengono servite con fonduta di pecorino al tartufo. I tagliolini, fatti a mano, sono cotti in acqua di porri. Il filetto di manzo piemontese è accompagnato da verdurine miste di stagione. La panna è cotta in infusione aromatizzata al tartufo.

DOVE E QUANDO

Oltre non è dato sapere. Ma siamo certi che i buongustai che parteciperanno alla cena scopriranno molto di più, con gran giovamento dei sensi e del palato. Ultimo, ma non meno importante, è il contesto: locali ristrutturati di fresco, con gusto e attenzione ai particolari, preservando alcune preziose testimonianze artigianali e artistiche del passato. L’ ambiente è elegante, moderno, raffinato e accogliente, l’ideale per una cena dove privacy e convivialità possono andare a braccetto.

ERAGOFFI vi attende giovedì 6 dicembre 2018 in Corso Casale 117 a Torino, alle ore 20.30, per la cena a base di Tartufo Bianco di Alba. Il costo è di 120,00 euro a persona vini esclusi.

Per partecipare occorre prenotarsi. Tel. 0114273450 / Cell: 3896667293